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  Podenzana: cenni storici
   
 
Rappresentazione della madonna con bambino donata da alcune famiglie di podenzana al santuario del gaggio e si trova nella cappella privata del castelòlo malaspina di podenzana.

Si ritiene con fondamento che Podenzana fosse il nome del fondo di un colono romano di Luni. Nell'anno 884 sicuramente in Podenzana e nel Monte Gaggio (Gaggio è toponimo di origine longobarda) possedeva case e beni Adalberto, conte e marchese di Toscana, che ne donava parte all'Abbazia di Aulla da lui fondata in quello stesso anno. Probabilmente già in quell'epoca esisteva una cappella, dipendente, come successe in seguito, dal monastero aullese.

Anche Montedivalli ha origini antiche. Nel territorio di Montedivalli, a Genicciola, è stata scoperta nella seconda metà del secolo scorso una necropoli, con urne funerarie attribuite ai secoli III-I avanti cristo, e in parte conservate presso il Museo Civico della Spezia, in parte presso quello di Reggio Emilia. Sicuramente esistente nel secolo X, la pieve di S. Andrea, detta "in Castello" dal complesso difensivo di cui faceva parte, dovrebbe risalire a tempi più antichi.

Fra il 1100 e il 1200 Podenzana venne in possesso dei vescovi di Luni, contrastati dai Malaspina. Ne nacque una guerra che terminò con un compromesso raggiunto nel 1201, secondo il quale il castello di Podenzana sarebbe rimasto in possesso del vescovo, il quale avrebbe dovuto distruggerlo.

Successivamente , come accadde per Montedivalli, Podenzana venne in possesso dei Malaspina di Villafranca (dello spino secco), quindi dei Malaspina di Lusuolo. Nel 1500, venne a far parte del marchesato di Monti, ma poco dopo, nel 1536, divenne marchesato indipendente, mantenendo un quota del feudo di Monti.

Montedivalli invece fu venduta ai Centurione di Genova, così come Aulla, Bibula, Vecchietto e Gorasco: capoluogo del nuovo marchesato era Aulla mentre Podenzana continuava a rimanere indipendente.

Ai primi del 700, con la guerra di successione spagnola, il marchese Alessandro di Podenzana rimase fedele all'imperatore, mentre i Centurione si schierarono con in franco-spagnoli. Alessandro fu costretto a fuggire e a vedere semidistrutto il suo castello, ma infine, con la vittoria dell'impero, poté tornare in possesso del suo stato e, dichiarati decaduti per tradimento i Centurione, acquistava anche il feudo di Aulla e Montedivalli. I suoi successori né tennero il possesso fino alla rivoluzione francese: ultimo marchese fu Alfonso, che era abate di S. Capraio di Aulla, istituzione dotata di numerosi beni.

Dopo il periodo della dominazione francese, Podenzana, che come Montedivalli aveva costituito un comune, venne a far parte della Lunigiana estense (ducato di Modena), sotto il quale rimase sino all'Unità d'Italia.

 
     
 
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