Dal 22 Maggio al 5 Settembre 2010 presso il CAMeC di La Spezia è allestita la mostra di Diet Sayler. Ligurische Fuge / Fuga ligure; l´inaugurazione è prevista sabato 22 maggio alle ore 19.
Per la stagione estiva 2010 il CAMeC presenterà un importante evento espositivo nato nell´ambito della collaborazione culturale con la città tedesca di Bayreuth, gemellata con La Spezia. Si tratta di un ulteriore capitolo della vocazione internazionale da sempre manifestata dal Centro spezzino, in approfondimenti monografici come questo (ricordiamo le mostre di Manolis Baboussis, Bizhan Bassiri, Jan Dibbets, Lawrence Ferlinghetti, Jan Jedlička, Din Matamoro, Klaus M?Nakis Panaiotidis, Patti Smith, George Tatge, Eduard Winklhofer) o in rassegne collettive, dedicate alla giovane arte contemporanea svizzera, alla collezione d´arte contemporanea dello Shanghai Art Museum, alla ricognizione dell´ultima produzione europea, con la Biennale Arti Visive. In questa occasione Diet Sayler porta alla Spezia un progetto appositamente concepito per gli spazi del museo, una installazione site specific che ricorda un altro autorevole intervento italiano e ligure, ospitato nel 2001 nella storica sede di Palazzo Ducale a Genova. Assenti la stesura pittorica, la tela, il telaio (che in altre circostanze e momenti connotano il lavoro di Sayler), l´intervento nasce da un impianto concettuale mutuato dalla forma musicale della fuga, che si sposa con l´ambiente e le sue scansioni spaziali, e “muove da un progetto di intervalli regolari fra i segni basici di sua creazione, disposti in rapporti prestabiliti sia nella linea orizzontale di continuità di visione sia nella loro proporzione” (Marzia Ratti). L´incontro di Sayler con La Spezia prevede inoltre, come già per Giuliano Tomaino, alcune azioni creative negli spazi urbani, già attuate altrove (fra l´altro nella sua Norimberga), contributo particolarmente caldeggiato dalla politica culturale del CAMeC, che intende aprirsi alla città.
Diet Sayler (Timisoara, Romania, 1939), vive l´esperienza della forzata emigrazione, trasferendosi a Bucarest e, dagli anni Settanta, a Norimberga, dove si stabilisce ed è docente presso l´Accademia di Belle Arti. Il Suprematismo russo e il Concretismo tedesco costituiscono le radici della sua astrazione, che si distingue per il rinnovato approccio alla pittura (con frequente impiego di telai sagomati dal perimetro irregolare) e per il suo superamento, a favore di operazioni installative. Molto spesso, come avverrà alla Spezia, l´autore interviene anche nello spazio urbano.
Mostra prodotta e promossa da: Comune della Spezia Sindaco, Massimo Federici Assessore ai Gemellaggi, Salvatore Avena
Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia Presidente, Cinzia Aloisini Direttore, Marzia Ratti
A cura di: Marzia Ratti Testi istituzionali: Cinzia Aloisini, Massimo Federici Testi critici: Mario Bertoni, Marzia Ratti Coordinamento tecnico-scientifico: Eleonora Acerbi
La mostra rientra nelle attività nate dalla sinergia e dalla collaborazione con Bayreuth, città gemellata con La Spezia
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